
Quando il fuoco racconta storie
QUANDO IL FUOCO RACCONTA STORIE - CORSO DI BARBECUE SELVAGGIO
Dove il fuoco si trasforma in arte culinaria, arte e pedagogia naturalistica – e il bosco svela i suoi aromi e le sue storie.
Tutto inizia con il fuoco.
Non come spettacolo, ma come origine. Come calore, come pazienza, come tempo.
Tra le braci crepitanti e il terreno umido del bosco si dispiega un luogo in cui cucinare è più di una tecnica, l’arte più di un’espressione e l’educazione naturalistica più di una semplice trasmissione di conoscenze. Qui il bosco non viene spiegato: viene assaporato, annusato, ascoltato. E raccontato.
Il fuoco come pratica culturale
Qui il fuoco non è uno strumento, ma un mezzo. Unisce l’uomo al paesaggio, il passato al presente. Nella fiamma viva risiede la conoscenza: sui tempi di cottura e sulle temperature, sugli aromi, sull’attenzione. Chi cucina sul fuoco deve saper aspettare. Ascoltare. Osservare. Questa lentezza diventa un atteggiamento – e l’alternativa a una cultura alimentare frenetica.
Il bosco nel piatto
Note di muschio, resina, fumo, terra.
La cucina non traduce il bosco, lo rispecchia. Gli ingredienti provengono dai dintorni o ne traggono ispirazione. Erbe selvatiche, aghi fermentati, radici tostate – essenziali, precisi, rispettosi. Qui non si tratta di effetti, ma di profondità. Del gusto come vettore di ricordi.
Pedagogia naturalistica: imparare con tutti i sensi
La conoscenza non viene trasmessa, ma vissuta.
Pedagogia naturalistica significa qui: comprendere con le mani, distinguere con il naso, ricordare con il corpo. Accendere il fuoco. Riconoscere le piante. Ascoltare storie. Alla fine non c’è una conclusione, ma una risonanza – il fumo sui vestiti. Il sapore sulla lingua.
E forse è proprio questa l’essenza del bosco: che non spiega nulla, ma lascia qualcosa.
Sminuzzare una coscia
Aperitivo, caffè sul fuoco e liquore
Menu di 5 portate
Aperitivo, caffè sul fuoco e liquore
Scienza della fermentazione e produzione
Conoscenza delle erbe selvatiche e delle spezie
Abbinamenti esclusivi di bevande ai piatti
Sculture commestibili di animali selvatici
Piccolo opuscolo con gustose ricette e informazioni
LA SELVAGGIA SOPHIE Cornelia Kohler – tra studio, riserva di caccia, vigneto e cucina
Ciò che ha inizio nello studio la conduce nel bosco, nella riserva di caccia e infine alla tavola imbandita. Cornelia Kohler è scultrice, cacciatrice, educatrice naturalistica certificata DJV, sommelier di selvaggina e figlia di viticoltori. Con il suo nome d’arte «Die Wilde Sophie», unisce le arti figurative alla conoscenza della natura, alla cultura venatoria, alla cucina a base di selvaggina e al vino. Ciò che ne deriva non rientra in nessuna categoria classica. Non si tratta né semplicemente di alta cucina né di un corso di cucina, né di una mostra d’arte né di una visita guidata naturalistica.
Per DIE WILDE SOPHIE la sostenibilità non è un’idea astratta, ma una convinzione vissuta. Cornelia Kohler unisce la sua passione per la natura, la caccia, l’arte e la cucina a un approccio consapevole alle risorse naturali.
La selvaggina proveniente dai territori di caccia locali è al centro della sua cucina. Arriva in tavola direttamente dalla regione, senza lunghi trasporti, e convince per il suo eccellente bilancio energetico. Il rispetto per l’animale, il suo habitat e il prodotto alimentare è per lei un dato di fatto. Erbe selvatiche di stagione e alimenti biologici selezionati completano la cucina. Per quanto riguarda i vini e le bevande, DIE WILDE SOPHIE punta sulla qualità biologica e su aziende vinicole biologiche selezionate – un approccio influenzato anche dalle radici di Cornelia Kohler, figlia di un viticoltore dello Zabergäu.
La sostenibilità si manifesta anche nei dettagli: piatti in ceramica fatti a mano, tovaglioli di stoffa e materiali riutilizzabili fanno parte del concetto di design consapevole. Artigianato, regionalità e durata nel tempo sono in primo piano.
Per Cornelia Kohler la sostenibilità significa soprattutto rispetto: per gli animali, il paesaggio, le stagioni, le persone e i prodotti che la natura ci dona.
La sua filosofia permette di vivere la natura con tutti i sensi. Infatti, chi comprende da dove proviene qualcosa, quale storia si cela dietro e quanto valore racchiuda, sviluppa un legame più profondo con la natura – e un rapporto più consapevole con essa.